Sciacca: Giornalisti agrigentini a lezione di terremoti e vulcanesimo. Relatori Mimmo Macaluso e Fausto Grassia

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Un nutrito gruppo di giornalisti agrigentini, di tutte le testate online e cartacee, hanno partecipato ieri mattina a Sciacca nei locali della Lega Navale ad un corso di formazione promosso dall’Ordine dei Giornalisti di Sicilia. Lo scopo, oltre all’informazione e alla formazione, è stato quello di far raccogliere ai giornalisti agrigentini quei crediti previsti per legge ai fini dell’aggiornamento professionale, come avviene anche per altre categorie.
La forbita relazione tenuta da Mimmo Macaluso, ricercatore e ispettore onorario dei Beni Culturali della Regione, ha avuto per tema “Il ruolo dei media nella ricerca scientifica”, mentre Fausto Grassia, ricercatore in servizio presso l’Ingv di Palermo, ha parlato di “Sicilia….. Bellezze e Rischi Naturali”.
I saluti ai giornalisti convenuti sono stati portati da Gaspare Falautano, presidente della Lega Navale di Sciacca, e da Franz La Paglia, giornalista Rai oggi quiescenza.convegno giornalisti a Sciacca FOTO MINIO

Macaluso, con l’ausilio di diverse immagini, ha parlato della presenza nel Canale di Sicilia dell’isola Ferdinandea, del complesso vulcanico Empedoche, delle aree dei pockmarks, delle ricerche scientifiche compiute nel Mediterraneo nell’ultimo decennio e del rischio che le ricerche petrolifere potrebbero ripercuotersi negativamente sia a terra che a mare. Ha proposto ulteriori ricerche, monitoraggi, finanziamenti per modificare leggi e regolamenti attuali che potrebbero far diventare il mare Mediterraneo un’area a grande rischio per la flora, la fauna e la popolazione, a causa del vulcanesimo attivo.
Grassia, aiutato da eloquenti immagini, ha fatto la storia della Sicilia geologica, ha mostrato singolari foto dei vulcani dell’area mediterranea, dall’Etna a Stromboli, da Panarea a Vulcano, a Pantelleria. Ha descritto i terremoti non solo quelli dell’area mediterranea, degli studi oggi insufficienti per approfondire il fenomeno e ha auspicato la previsione come avviene ormai da decenni in Giappone. Sul sito nazionale dell’Ingv – ha spiegato – si trovano quotidianamente dati scientifici aggiornati, come nel caso dei terremoti, minuto dopo minuto.