Che cos’è l’elmo di Scipio? Se Mameli potesse parlare

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Ci siamo gente! A mezzanotte fischierà il calcio d’inizio per la prima partita della Nazionale.
Ormai manca poco all’esordio degli Azzurri, e manca quindi poco al momento in cui noi tutti, dal Trentino Alto Adige alla Sicilia, ci alzeremo in piedi e con la mano sul petto inizieremo ad intonare, la maggior parte anche a stonare, il nostro Inno.
Questo articolo è per tutti quelli che almeno una volta si sono chiesti: “Ma l’elmo di Scipio cos’è?”
Io me lo sono chiesta, e quindi ho fatto una rapida ricerca. Scipio altri non è che Scipione l’Africano, ovvero il generale romano che sconfisse il cartaginese Annibale. Quindi l’elmo sulla testa simboleggia l’Italia che torna a combattere.
Si va avanti con “Dov’è la Vittoria le porga la chioma”. Come ci insegna la storia, nell’Antica Roma alle schiave venivano tagliati i capelli. Allo stesso modo la vittoria dovrà porgere la sua chioma, affinchè sia tagliata, perché Roma sarà vincitrice.
Altra punto critico del nostro Inno è il dubbio tra stringiamoci a corte o a coorte? La seconda che ho scritto. L’esercito romano era diviso in molte coorti, quindi stringiamoci a coorte significa restare uniti fino alla morte.

Riuscite a seguirmi? Per favore non lamentatevi del linguaggio astruso, tenete sempre a mente che siamo nel 1847. Goffredo ce l’ha messa proprio tutta, non erano ancora i tempi di “Hey bella zio scialla, non c’è storia vinciamo noi”. Vi dico pure che poteva andare anche peggio, perché forse non tutti sanno che l’Inno completo è di ben 5 strofe, mentre noi cantiamo solo la prima.

Ma avete mai letto le traduzioni degli Inni delle altre Nazioni? Non è che a loro sia andata tanto meglio.
Per esempio l’Inno francese, per capirci tra non francofoni quello che inizia con “a la san fan de la patrì”, ad un certo punto dice: “Sentite nelle campagne ululare questi feroci soldati? Vengono fino alle nostre braccia per sgozzare i nostri figli e i nostri compagni”.
La situazione non migliora con l’Inno del Messico: “Guerra senza tregua, a chi tenta della patria macchiare i blasoni! Guerra, guerra! i patri pennoni nelle onde di sangue inzuppate.
Anche l’Inno della Svizzera non scherza: “Quando rugge e strepita impetuoso il nembo m’è ostel tuo grembo, ò Signor In te fido, Onnipossente Dè, proteggi nostra gente”.
I tedeschi non smentiscono la loro superiorità cantando “Germania, Germania, al di sopra di tutto, al di sopra di tutto nel mondo”.
Poi c’è l’intramontabile “Dio salvi la Regina” degli inglesi, che può essere modificato in caso sul trono ci sia un uomo. La situazione migliora con l’Inno del Giappone, intitolato “Kimi ga Yo”, ovvero, “Possa il tuo regno durare in eterno”. Solo cinque versi, molto semplice. Ancora più semplice quello spagnolo, nessun testo solo musica.

Ditelo che se aveste Mameli di fronte gli stringereste la mano?
Ma in fin dei conti poco importa se sbagliamo qualche verso. Quello che conta è sentirsi italiani, con o senza l’elmo di Scipio in testa.