Ribera: Alla “Navarro” il Premio Pensabene-Lionti assegnato all’alunna Elena Zambuto

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Il riconoscimento come migliore lavoro didattico è stato assegnato, per il tradizionale Premio “Pensabene-Lionti”, all’alunna Elena Zambuto, 13 anni, della classe terza, sezione A, dell’Istituto Comprensivo “Vincenzo Navarro” di Ribera, diretto dal dirigente scolastico dott.ssa Alida Cipolla. A consegnare il premio, che è una piccola borsa di studio con una modesta somma di denaro da utilizzare con finalità scolastiche e culturali, sono stati i familiari del prof. Tommaso Pensabene Lionti, docente di scuola media degli anni ’50, a cui l’amministrazione comunale negli anni scorsi ha dedicato l’intitolazione di una via cittadina.

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Il concorso scolastico era indirizzato a tutti gli alunni delle sei classi terze della scuola media inferiore. I ragazzi hanno partecipato in larga adesione. Una commissione di ex docenti dell’istituto comprensivo “Navarro” ha esaminato scrupolosamente i lavori didattici del tutto anonimi e alla fine ha designato come migliore tema quello dell’alunna Elena Zambuto che ha trattato il tema della famiglia.
Durante la manifestazione scolastica sono stati, inoltre, assegnati attestati e premi vari ad alunni che hanno superato gli esami specifici di informatica e di lingua inglese.

Ecco il testo del tema premiato dell’alunna Elena Zambuto.

L’indissolubilità della famiglia: analisi della realtà familiari di oggi e riflessioni personali.

Oggi la famiglia non è più considerata una ricchezza, un valore fondamentale, ma tutt’altro.

I genitori adesso prendono alla leggera il matrimonio e decidono di separarsi senza rendersi conto che distruggono i figli emotivamente perché, a volte, spetta loro scegliere con chi passare il resto della vita o se cambiare casa ogni giorno.

Fin da piccola, quando sentivo i miei litigare, avevo il timore di una separazione e di ritrovarmi nella identica situazione di qualche mio compagno. Adesso capisco che è normale che ci sia qualche discussione in famiglia e che di certo non porterà ad una separazione.

Certe volte sembra che i genitori non siano molto presenti nella vita dei loro figli e sono spesso a lavoro.

Secondo me bisogna trovare un po’ di tempo per i figli, che sono molto più importanti.

Qualche mese fa osservavo mio padre prendersi cura di mio nonno all’ospedale e mi vedevo anch’io, in un futuro lontano, al suo posto e ricambiare, in un certo senso, tutto ciò che mi era stato dato fino a quel giorno.

In questa fase dell’adolescenza vediamo i nostri genitori quasi come dei nemici e facciamo di tutto per evitarli.

E’ da un po’ di tempo che ho iniziato a dialogare con mia mamma, cosa che prima non facevo.

E’ una cosa veramente piacevole, specialmente quando mi racconta le marachelle che combinava e che faccio anch’io.

Da grande vorrei diventare come lei.

Vorrei essere una donna fiera, coraggiosa e responsabile, ma specialmente, avere un bel rapporto con mia figlia, esattamente come quello che mia madre ha con me.

Farò di tutto pur di crearlo!

Non riesco ancora a capire chi si vergogna a fare una passeggiata con la madre o chi si vergogna a farsi vedere con il padre.

Ci sono ragazzi che a causa di una malattia o di un incidente hanno perso un genitore e pagherebbero per una passeggiata o ancor di più per un abbraccio.

I miei genitori mi hanno sempre insegnato a valorizzare tutto quello che ho perché da un momento all’altro tutto potrebbe cambiare.

Forse è anche per questo che non mi vergogno dei miei genitori, e mi sentirei vuota senza di loro.

La mia famiglia è composta da cinque persone e la considero una VERA famiglia, con dei sani principi e valori.

I miei genitori ci sono sempre stati per me e per i miei fratelli e ci saranno sempre.

Si possono avere cento amici attorno ma NESSUNO vale quanto mamma e papà. Sono loro i nostri veri amici, quelli che non ci volteranno mai le spalle e non ci lasceranno mai soli, che ci daranno sempre dei giusti consigli e ci indicheranno sempre la giusta via perché loro vogliono solamente il nostro bene e non altro.

Possiamo sempre contare su di loro e saranno gli unici che non ci tradiranno mai!

Troveremo sempre una spalla su cui piangere e sfogarci, ma anche sorridere e gioire.

Spero di non deluderli mai e di dar loro sempre soddisfazioni.

La famiglia è come una “tana”, un rifugio.

Un luogo dove sei al sicuro, circondato da persone che ti amano per quello che sei.

Mi ritengo una ragazza molto fortunata ad avere una bella famiglia unita come la mia e spero un giorno di formarne una e trasmettere ai miei figli tutti quei valori quali l’amore, il rispetto, la comprensione che sono essenziali e fondamentali, e che io, grazie ai miei genitori, ho interiorizzato.

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