Seccagrande o Borgo Bonsignore? Dimmi in che spiaggia vai e ti dirò chi sei

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Carriastivu? Classica domanda di chi vi chiede se vi siete trasferiti al mare. Qualcuno lo avrà già fatto, altri staranno finendo di mettere a punto il piano di evacuazione. Se ci pensate si tratta proprio di questo. Forse alcuni sottovalutano lo stress e la fatica che si cela dietro l’organizzazione del trasferimento verso le nostre località balneari. E il tutto per allontanarsi di soli 12,6 chilometri da Ribera, per un tempo di percorrenza di 18 minuti senza traffico (fonte: Google Maps).

Parlando di estate, è inevitabile parlare della storica rivalità tra Seccagrande e Borgo Bonsignore. È da una vita che mi ritrovo in accese discussioni tra borghegiani e seccagrandini che espongono le ragioni per le quali una spiaggia sia migliore dell’altra. Figuratevi che di recente dalla parrucchiera, una signora residente a Borgo, raccontava di come l’estate scorsa a malincuore abbia dovuto fare il bagno a Seccagrande per motivi familiari. L’ennesima conferma che anche quest’estate sarà tutto uguale: sabbia contro pietre, rigatoni contro pizza. Una delle tante certezze dell’estate 2014, un po’ come le mamme con i bambini alla “lingua”, e gli anziani cu la siggitedda all’American Bar. Mai uno stravolgimento dei canoni balneari.
Ma non mi sento in diritto di rimproverare nessuno. Io sono la prima a mettersi a “giarra di posto”, che se mi propongono di andare a San Giorgio già mi pare lontano.

Per conoscere le vostre abitudini balneari ho svolto, in collaborazione con l’Istat, un sondaggio d’opinione su un campione di residenti, di età compresa tra i 15 e i 65 anni, con case di proprietà nelle località balneari, oppure in affitto, o che semplicemente fanno acchiana e scinni di Ribera. Ed è emerso quanto segue.

Ben il 25% degli intervistati dichiara di scegliere la spiaggia con le pietre solo per evitare il cazziatone della madre nel momento del rientro a casa con i piedi fatti di sabbia. Di questo 25%, solo il 5% ha pensato di risolvere il problema dandosi una sciacquata con la pompa prima di entrare.
L’8% manifesta repulsione per le pietre troppo piccole, ovvero quelle che poi ti ritrovi sul pavimento del bagno appena togli il costume.
Il 16%, che ha dichiarato di rimanere in spiaggia a pranzare, evita la sabbia per non ritrovarsi a masticarla insieme al panino.
Il 21% si dichiara acerrimo nemico delle pietre, perché quelle più grosse nel momento di sdraiarsi se le ritrova in posizione strategica sotto la nuca e ad altezza osso sacro.
Il 5% sceglie la foce del Fiume Platani, non spaventato di dover camminare un bel po’ prima di arrivare in spiaggia.
Il 10% preferisce andare dove si tocca, e non dove a meno di un metro dalla riva già si “spunna”.
L’ultimo 15% evita di andare alla stanga per il semplice fatto che in quella strada stretta se incontra un’altra macchina s’appagna a fare retromarcia.

Nessuno degli intervistati ha frequentato spiagge al di fuori del litorale agrigentino.
Provate a dire a vostra madre che avete intenzione di partire e passare qualche giorno fuori, e la risposta sarà sempre: “Ma avemu lu beddu mari ccà, chi ha ghiri firriannu”.