Il Consiglio di Giustizia Amministrativa della regione Sicilia rigetta il ricorso di una ditta riberese che aveva ricevuto l’autorizzazione dalla Regione Siciliana alla costruzione sul territorio riberese, nella vallata del fiume Magazzolo, di un impianto per la produzione di energia elettrica mediante combustione di oli vegetali. Il CGA di Palermo (presidente Antonino Anastasi, consiglieri Silvia La Guardia, Marco Buricelli, Giuseppe Mineo e Alessandro Corbino) ha deciso di respingere il ricorso presentato dalla ditta Palermo di Ribera, di accogliere gli appelli incidentali, di riformare quindi la sentenza impugnata con conseguente riforma del capo della sentenza impugnata relativo al riconoscimento dell’indennizzo e di compensare spese e onorari del giudizio tra tutte le parti costituite.
La sentenza del CGA segue di circa un anno l’altra sentenza del TAR Sicilia che aveva dato ragione all’assessorato regionale all’Energia e Servizi Pubblica Utilità che ha annullato d’ufficio l’autorizzazione in data 23 marzo 2012, ma concessa il 22 febbraio del 2010 alla ditta Palermo che, in un’area agricola, distante pochi chilometri dalla città, aveva progettato la costruzione di una centrale per la produzione di energia elettrica mediante la presenza di oli vegetali da bruciare. Scesero in piazza gli agricoltori che temevano per milioni di piante di agrumi, la popolazione che ha temuto per i fumi a salvaguardia della salute e l’amministrazione comunale che commissionò uno studio scientifico all’università di Palermo.
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