Prima o poi dovevo affrontare questo argomento. Ho riflettuto molto su come impostare il discorso e sono arrivata alla conclusione che il modo migliore sarebbe stato quello di fare una sorta di elenco delle espressioni più utilizzate dalle mamme. Una specie di lista dei tormentoni che fin da bambini abbiamo sentito ripetere. Forse in alcuni riconoscerete le vostre madri, magari altri vi suoneranno nuovi. La lista può, comunque, essere aggiornata con i vostri eventuali suggerimenti.
– “Quando dici tu, metti in ordine la tua camera”. Generalmente si sottintende “Alzati e fallo subito”.
– “Ancora ca mi piaci”. Con gentilezza ti invita a cambiare atteggiamento, una sorta di ultimatum per evitare di pronunciare la frase successiva.
– “Vidi ca ti li dugnu” . Frase pronunciata con una pantofola o una paletta di legno in mano per cercare di essere più credibile. Le nostre madri ci provavano, e ci provano tuttora, ad incutere terrore ma con scarsi risultati. Questa frase ha la seguente variante.
– “Acchiana ca ti dugnu lu restu”. Classica frase di quando da bambini si giocava in strada. Se si litigava con un altro bambino e la mamma sentiva dal secondo piano il tuo pianto inconsolabile, si affacciava per darti a suo modo conforto. Che alla fine pensavi era meglio risolversela da soli evitando di tornare a casa.
– “Guarda che se cadi e sbatti lu sonnu muori”. Questa rientra nella categoria dei traumi infantili, inculcando fin da piccoli la paura di morire. Traumatizzata a tal punto che se litigavo con mio fratello potevo arrivare ad urlargli: “Scemo, se sbattevo il sonno potevo morire”.
– “Cosa vuoi mangiare stasera? “. Domanda posta ovviamente non più tardi delle 08:30 del mattino, mentre si sta ancora facendo colazione.
– “Hai mangiato?”. Chi non vive più in casa dei genitori questa domanda se la sente ripetere tutti i giorni, e non a caso è ritenuta la frase d’amore più vera che possa esistere.
– “Chiedilo a tuo padre”. A cui seguiva automaticamente: “Tua madre che ti ha detto? . Rimbalzi di responsabilità non indifferenti.
– “Parla in italiano”. Non ditemi che vostra madre non ha mai pronunciato queste parole. Questa era la raccomandazione che la mamma faceva per evitare brutte figure nel caso ti scappasse qualche termine in siciliano davanti a persone esterne alla cerchia familiare.
– “Come si apre il desktop?”. Questa è personale, ma la segnalo perché mi fa molto ridere. Nel caso le vostre mamme fossero interessate, sappiate che impartisco lezioni di tecnologia avanzata alla modica cifra di 50 euro settimanali.
Concludo con una perla fresca di giornata: “In camera tua c’è un jeans sulla sedia da sabato, ed oggi è mercoledì. Spiegami il perché”. Ai posteri l’ardua sentenza.





