La lingua italiana è una cosa seria, parliamone. Non passa di moda, anzi, segue la moda: cambia, si evolve, sta al passo coi tempi. Ha alle spalle secoli di storia e un lessico infarcito di termini dalle disparate origini: latinismi, grecismi, arabismi, iberismi, anglismi, germanismi e chi più ne ha più ne metta. E’ un idioma complesso, lo sa bene chi si approccia per la prima volta all’apprendimento della lingua. Noi invece, nati e cresciuti nel Bel Paese, questa difficoltà non la percepiamo neppure, com’è ovvio che sia. Insomma, l’italiano è un’identità di cui andar fieri, qualcosa a cui portare eterno rispetto. Eppure oggi della lingua italiana rimane ben poco. Concedetemi lo sfogo, siamo un popolo di ingrati caproni ignoranti. E basta essere frequentatori del web per rendersene conto.
Parlare e soprattutto scrivere in italiano corretto è ormai una cosa d’altri tempi. La punteggiatura, tanto per dirne una, è divenuta tremendamente obsoleta. L’apostrofo, qualora se ne conosca l’esistenza, è utilizzato, il più delle volte, in modo del tutto casuale. Stesso identico discorso vale per l’accento: modalità random. Sui famigerati congiuntivi e condizionali si sente disquisire spesso in giro: tutti ne parlano e nessuno li sa usare. Poi ci sono le doppie e qui casca l’asino perché ammettiamolo, le pronunce dialettali, spesso marcate, ci complicano la vita.
Mi rendo conto d’altro canto che la lingua italiana è insidiosa e piena di dannate eccezioni. Questo però non costituisce una giustificazione né tanto meno un reale problema. Semplice: abbiate dubbi! Concediamoci il lusso di essere incerti ogni tanto, poiché il dubbio è sintomo di umiltà e intelligenza. E se il caro vecchio vocabolario è un amico troppo ingombrante per l’uomo moderno, esistono d’altra parte siti web che fanno proprio al caso nostro. Tra tutti, un valido strumento è certamente il sito ufficiale dell’accademia della crusca (www.accademiadellacrusca.it) oppure, se preferiamo qualcosa di più simpatico e alla portata di tutti, consultiamo l’indirizzo www.comesiscrive.it … niente di più semplice!
A questo punto è d’obbligo una puntualizzazione: errare, a questo mondo, è una cosa concessa a tutti, ma proprio a tutti! Sappiate, pertanto, che non è contro l’errore casuale che mi scaglio, quello che capita una volta ogni tanto perché si è di fretta e non si rilegge con attenzione quanto si è scritto. Ciò che mi terrorizza, tutt’al più, è l’errore abituale, quello che entra nell’uso comune fino a diventare abitudine, moda, segno distintivo di una generazione e, infine, legge.
Sarebbe tropo lungo e troppo difficile stilare in questa sede una lista di consigli pratici per un uso corretto della lingua italiana. Esistono manuali e insegnanti per questo, io non sono nessuno per dettare “le regole del gioco”. Tuttavia, in conclusione, concedetemi cinque piccole puntualizzazioni … le prime cinque che mi vengono in mente:
- Il punto esclamativo non sostituisce il punto, mai. Il punto esclamativo indica un’esclamazione, è dunque un’eccezione, non la regola.
- La virgola esiste.
- Sebbene la suspense sia molto d’effetto, i puntini di sospensione vanno usati solo di rado e, soprattutto, tre per volta.
- Anche i due punti esistono.
- Usare il congiuntivo al posto del presente (anche nel linguaggio parlato) non è vergogna, è sintomo di eleganza.
Chiaramente mi sembra scontato aggiungere che il rimedio più semplice all’ignoranza dilagante è sempre e solo quello: la lettura. Ma i libri non si possono imporre. A voi la scelta pertanto: usateli come arma oppure imparate a difendervi.





