La donazione di Ezio Tavormina per il recupero della memoria sommersa di Santa Rosalia

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Il sito naturale di Santa Rosalia di Ribera ha trovato un benefattore che ha in programma di contribuire al suo recupero, alla sua valorizzazione e alla sua fruizione pubblica. Si tratta di Ezio Tavormina, titolare di “Vivai Natura Verde” che ha annunciato di volere sistemare gratuitamente non solo parte della piazza dedicata alla santa palermitana, ma soprattutto l’area del sito ambientale, vicino alla sorgente d’acqua, dove sarà collocata prossimamente la statua di Santa Rosalia, a grandezza naturale e già acquistata in un laboratorio di Palermo.
“Sono molto legato alla località, attigua al mio quartiere – ci dice Ezio Tavormina – perché con i ragazzi, nel tempo libero, passavamo le giornate davanti alla sorgente a dissetarci e a scoprire la varietà della natura nei suoi molteplici aspetti. Tutti i riberesi hanno un ricordo indelebile della sorgente di Santa Rosalia perché per tanti decenni essa ha rappresentato un punto di riferimento della città quando non c’era ancora la rete idrica. La popolazione si riforniva di acqua potabile alla sorgente e il sito, per la presenza del prezioso liquido, è stato il lavatoio pubblico di intere generazioni. Oggi intervenire è come salvare la memoria di un’epoca che ha caratterizzato la vita della nostra città”.
Sul recupero ambientale, per dare decoro a Ribera e al suo territorio, Ezio Tavormina ha le idee chiare perché pensa di suggerire pure il recupero e la valorizzazione di altri siti ambientali importanti, come l’ampia villa comunale, la necropoli dell’Anguilla e il parco degli ulivi, che potrebbero rappresentare una fonte di sviluppo turistico e anche occupazionale, specie per i giovani che potrebbero costituire una cooperativa di lavoro. “Se ognuno farà la sua piccola parte – afferma Tavormina – Ribera potrà crescere e migliorare”.
E’ dello stesso avviso una giovane imprenditrice palermitana che è stata invitata al seminario sul “Paesaggio e recupero ambientale” e che ha portato all’attenzione generale una sua esperienza professionale nel recupero di una cultura, quella delle susine bianche, che a Monreale era del tutto scomparsa. Marilù Monte, agronomo, produttrice del presidio Slow Food, è il testimonial di un’attività che rappresenta una risorsa di grande valenza per il territorio, nei settori paesaggistico, turistico, economico, sociale e culturale. “Il recupero delle susine bianche – afferma la Monte, che ha fatto studi sulla biodiversità frutticola – un tempo fonte di reddito, oggi è una risorsa del patrimonio locale da conservare, tutelare e promuovere”.

 

Speciale Statua di Santa Rosalia per il sito

 

Speciale Santa Rosalia Giovane  riempie la brocca alla  sorgente Foto Enzo Minio