Ribera – Per le case popolari scoppia una “guerra” tra inquilini, amministrazione civica e Iacp – Conferena stampa dell’avv. Montalbano

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Le 60 case popolari di Largo Martiri di via Fani, che devono essere demolite perché realizzate con cemento depotenziato e ricostruite con un finanziamento della Regione Siciliana di ben 12 milioni di lire, devono avere tutte la stessa superficie, di 95 metri quadri cadauna, perché la somma di denaro messa a disposizione dai governatori Lombardo e Crocetta sarebbe sufficiente per la realizzazione dell’opera. Questo è quanto è stato chiesto ieri mattina dall’assemblea dei proprietari e degli assegnatari degli alloggi, nella sala convegni del palazzo comunale, durante la conferenza stampa tenuta dall’avv. Francesco Montalbano, legale di 15 proprietari, a margine di una “guerra” scoppiata nei giorni scorsi tra l’amministrazione comunale, l’Iacp, gli aventi diritto all’alloggio, le forze politiche e lo stesso avvocato.
L’Iacp di Agrigento ha preparato un progetto di massima che prevede 25 alloggi da 95 metri di superficie e 35 appartamenti di 75 metri quadri. Inquilini e proprietari chiedono che gli alloggi siano della stessa misura perché, come ha affermato l’avv. Montalbano, con il ribasso d’asta dell’appalto dell’opera, il progetto diventerebbe realizzabile. Il problema della disputa di questi giorni è nato dal fatto che 15 famiglie, proprietarie delle case, non hanno ancora fatto la cessione degli alloggi al comune di Ribera e quindi all’Iacp, condizione fondamentale per procedere alla gara di appalto. I proprietari chiedono delle precise garanzie circa la loro proprietà da destinare poi agli eredi, il nuovo riscatto degli alloggi con corpose somme di denaro, le spese per i servizi e il riallaccio di acqua, luce, gas.
A decidere la cessione per qualche famiglia c’è la figura del giudice tutelare del tribunale perché qualche titolare dell’alloggio non è in condizione di intendere e volere. C’è pure da risolvere il problema della rinuncia da parte dei proprietari ad un eventuale risarcimento per i danni subiti dalle famiglie. Una situazione incandescente, con accuse reciproche tra amministrazione comunale, avvocato, Iacp, con il rischio che il grosso finanziamento possa andare perduto. C’è una diffida a fare presto da parte della Regione Siciliana.
Riunioni a josa in questi mesi, tra amministratori, proprietari, tecnici e legali, per trovare una soluzione immediata e soddisfacente per tutti. Pare che – è stato denunciato – non ci sarebbe nemmeno il progetto di massima dell’opera. Presenti alla conferenza stampa diverse forze politiche e alcuni amministratori comunali.