Ribera: Stadio “Novara” periodicamente allagato dalla pioggia – Urgono lavori per il drenaggio del campo

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Il calcio da qualche anno è diventato una vivace realtà dello sport siciliano, ma la città ha una struttura sportiva dai piedi d’argilla. Parliamo dello stadio comunale “Nino Novara” che periodicamente, di fronte ad una pioggia anche non insistente, si trasforma in acquitrino e non fa disputare le partite di campionato.
E’ successo l’anno scorso quando la squadra biancoceleste giocava per la prima volta nel campionato di serie D, è successo anche nell’attuale campionato di promozione – girone D – quando la compagine di mister Talluto in appena 16 partite si è dovuta fermare per ben due volte perché il terreno di gioco dello stadio comunale “Nino Novara” si è allagato in occasione delle partite con il Comiso il 22 settembre scorso e con l’Atletico Gela il 5 gennaio scorso.
E’ bastata un po’ di pioggia per far diventare il campo, in terra battuta rossa, un piccolo lago. Il terreno di gioco non ha più il drenaggio necessario per far defluire l’acqua piovana e le pozzanghere abbastanza ampie abbondano soprattutto sul lato sud, proprio di fronte alla tribuna, e impediscono lo svolgimento delle partite. Gli arbitri non ci hanno pensato nemmeno due volte ad interrompere lo svolgimento delle gare e talvolta a non fare scendere le squadre in campo.
E fortuna che il Ribera abbia vinto successivamente le partite di recupero perché altrimenti sarebbe rimasto ai calciatori e agli sportivi il cruccio di vedere penalizzata la squadra dalle pessime condizioni del terreno di gioco. La compagine agrigentina è viva, detta legge nel campionato di promozione, è capolista, ha otto punti di vantaggio sulla seconda, è destinata alla promozione in Eccellenza, ma è costretta convivere con uno stadio dai piedi di argilla. L’anno scorso, in serie D, si è parlato spesso di una ristrutturazione dello stadio e della posa di un manto erboso sintetico, ma poi le vicende finanziarie con la mancata iscrizione della squadra alla D ebbero la meglio. Fortuna che la famiglia Ragusa ha salvato la squadra creando una nuova società e acquistando il titolo sportivo dal Cianciana.
Alla nuova dirigenza e alla stessa amministrazione civica si stanno rivolgendo i tifosi biancocelesti e gli sportivi per una sistemazione del terreno di gioco che oggi mette in difficoltà la squadra e che condizionerà il futuro calcistico di una cittadina che mastica calcio da oltre 70 anni.