Burgio: Non paga l’Imu della seconda casa se la da in comodato d’uso ai figli

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Non dovrà pagare l’Imu sulla seconda casa se trasferirà l’immobile in comodato d’uso ai propri figli per abitarvi di fatto. E’ questa la proposta che è stata approvata dal consiglio comunale di Burgio, su iniziativa della giunta municipale che l’ha portata durante l’ultima seduta del civico consesso per l’approvazione, dopo avere modificato il regolamento comunale che disciplina il pagamento della tassa sulla casa.
“Non è un trucco sperimentato per non pagare le tasse dovute dai cittadini – ci dice il sindaco della cittadina della ceramica artistica Vito Ferrantelli – bensì un dato di fatto perché oggi vi sono tante famiglie che hanno dato gratuitamente e offerto la seconda casa ai propri figli la quale rappresenta per loro la prima abitazione. Con un manifesto pubblico, già affisso sui muri della cittadina, abbiamo informato della nuova determinazione del consiglio. Non dovranno più pagare l’Imu quei proprietari di seconde abitazioni che danno gli immobili in comodato d’uso ai propri figli. Faremo un giusto servizio a quanti abitano nella seconda casa”.
Per l’amministrazione comunale basta anche un contratto di comodato d’uso tra padre e figlio, o viceversa, per permettere agli uffici finanziari di potere sgravare il contributo. Si tratta naturalmente di un comodato d’uso che deve essere registrato e reso esecutivo presso gli uffici finanziari per la sua applicazione. Sono tante le famiglie che a Burgio potranno usufruire di una tale agevolazione perché, come in altri centri agrigentini e siciliani, succede che i genitori che hanno fatto costruire la seconda casa per i figli risultino ancora proprietari delle abitazioni, pur non avendone più l’uso.
“In questi ultimi cinque anni – ci ha detto al telefono il primo cittadino di Burgio Vito Ferrantelli – l’amministrazione comunale ha sempre cercato di venire incontro alle esigenze economiche della popolazione. Non abbiamo mai aumentatole tasse, specie la tares che è una tassa imposta dallo Stato che ci costringe a fare semplicemente gli esattori, in situazioni sociali spesso difficili per tanti nuclei familiari in difficoltà per mancanza di lavoro. Non è un modo per evadere le tasse, ma un fatto di giustizia sociale e di una situazione reale, senza alcuna alterazione”.
Anche nei paesi circostanti, da Calamonaci a Lucca Sicula, da Caltabellotta a Ribera, molte famiglie hanno deciso di donare realmente la seconda casa ai propri figli, molti dei quali vi abitano da diversi anni, in uso gratuito. Qualcuno ha pensato ed è ricorso perfino al notaio di volere assegnare, con un atto notarile di donazione, la propria abitazione ai figli che ne usufruiscono e ne hanno l’uso gratuito. La determinazione del consiglio comunale di Burgio può fare ”giurisprudenza”.