Alessandria della Rocca: Poco conosciuto Antonino Bilella presunto assassino di una donna in provincia di Grosseto

3179

E’ poco conosciuto dai suoi concittadini Antonino Bilella, di 69 anni, presunto autore dell’omicidio di una vedova benestante, Francesca Teresa Benetti, 55 anni, vedova, di Follonica, in provincia di Grosseto, scomparsa da una settimana e della quale tracce di sangue sarebbero state trovate sull’auto di proprietà del Billella che è stato tratto in arresto pare per omicidio volontario. La notizia rimbalzata ad Alessandria della Rocca, dove il Bilella è nato il 19 luglio del 1944, ha destato sorpresa perché nella cittadina l’uomo non è molto noto, essendo andato via con la famiglia, a metà degli anni ’70, per lavoro verso le regioni settentrionali della penisola.
Lo ricordano in paese solo i suoi coetanei, qualche amico, un compagno di scuola e i residenti di media età del quartiere Convento-Pietà dove ha vissuto per una trentina d’anni quando, dopo il matrimonio, si è trasferito con la famiglia, la moglie Carmela e due figli, in Piemonte, in un paesino in provincia di Asti per una nuova occupazione. Antonino Bilella ha fatto dei lavori collegati all’agricoltura. Contadino, pastore, allevatore e commerciante di prodotti alimentari tipici locali sono stati i suoi mestieri e lavori giovanili. L’attività non era molto remunerativa per cui ha creduto opportuno trasferirsi al Nord dove un parente gli aveva trovato un nuovo lavoro, quello di giardiniere.
Nei decenni scorsi tornava periodicamente ad Alessandria della Rocca per trascorrere le vacanze estive e per fare visita ai genitori anziani. Poi con la loro scomparsa, le visite si sono diradate, anche se tutt’oggi nella cittadina agricola vive il fratello meccanico. Non veniva più ormai da tre-quattro anni, ci dicono i suoi compaesani, alcuni dei quali hanno saputo la notizia del suo arresto dai telegiornali nazionali che hanno parlato nei giorni scorsi della scomparsa della donna, Francesca Teresa Benetti, possidente, proprietaria del casale toscano, dove il Bilella lavorava e accudiva la tenuta di Gavorrano, di proprietà della vittima che aveva concesso il pianterreno della villa di Follonica dove il Bilella lavorava in qualità di agricoltore soprattutto come giardiniere. Secondo i carabinieri di Grossetto pare che l’uomo nutrisse un sentimento affettivo non corrisposto verso la donna, vedova e benestante, di cui sono state trovate tracce di sangue, rinvenute dal Ris di Roma, proprio nell’auto del Bilella, una Punto, portata nei giorni scorsi dallo sfasciacarrozze. Non si hanno notizie in paese della moglie e dei figli, dopo il trasferimento dal Piemonte alla Toscana. Ad Alessandria della Rocca, quelli che si ricordano dell’uomo lo descrivono come una persona tranquilla e incapace, allora, di compiere atti di violenza. Un improvviso raptus, oggi forse per il rifiuto della donna, potrebbe avere armato la sua mano.