Burgio: Va alla processione, viene investito e muore sul colpo.

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E’ andato con la moglie e la cognata alla processione del Crocifisso del Rifesi, che si svolge di notte e fuori paese, viene investito da una moto con un giovane al volante e trova la morte sul colpo. Protagonista del sinistro della strada un agricoltore di Lucca Sicula, Vito Baldassare Azzo, meglio conosciuto dagli amici con il nome di Rosario, di 67 anni, il quale, era appena sceso dalla sua Fiat Uno, in contrada “Vallonello”, sulla strada asfaltata che da Burgio porta al santuario del Rifesi, in montagna, quando è stato investito in pieno da una moto da cross, guidata da un giovane di Burgio, G. C. le sue iniziali, di 20 anni, che si stava dirigendo verso il santuario. Due paesi, Burgio e Lucca Sicula, subito sconvolti dalla notizia del tragico sinistro.

L’impatto tra la moto e l’uomo di Lucca Sicula è stato terribile perché Vito Azzo è stramazzato al suolo sull’asfalto alcuni metri sopra il punto d’impatto, quasi certamente decedendo sul colpo, avendo riportato una vasta ferita alla testa, e il giovane investitore è caduto nella cunetta, riportando lieve ferite, medicate in ospedale. Erano da poco passate le 5 del mattino, tra sabato e domenica, e c’era ancora buio perché la processione del Crocifisso del Rifesi parte di notte dalla chiesa madre di Burgio e i fedeli a piedi percorrono circa 7-8 chilometri lungo strade asfaltate, in terra battuta e sentieri per raggiungere a monte il santuario tra i boschi dei Monti Sicani.

C’era ancora buio, la grossa motocicletta, sprovvista di fari perché veicolo da corsa, ha investito l’agricoltore che era sceso dall’auto per aprire un cancelletto di filo spinato e per entrare nel suo appezzamento di terreno ad uliveto, dove si sarebbe sistemato, con la moglie, che è originaria di Burgio, e la cognata, in attesa dell’arrivo della processione religiosa con l’immagine del Crocifisso del Rifesi, partito alcuni minuti prima del tragico incidente dalla madrice. La processione, guidata dall’arciprete don Fabrizio Zambuto, è stata interrotta.

Sul posto sono arrivati subito i carabinieri di Burgio e la locale polizia municipale. I sanitari del 118 hanno potuto constatare la morte sul colpo di Vito Izzo, il cui cadavere nel frattempo, in attesa dell’arrivo del medico legale Giuseppe Segreto di Sciacca, è stato pietosamente coperto da un telo bianco. Subito sul posto pure gli operatori del Corpo Forestale di Burgio. Il PM della Procura di Sciacca ha disposto la restituzione della salma ai familiari a Lucca Sicula. Il giovane burgitano investitore, medicato per le ferite riportate, pare inizialmente denunciato, è stato sottoposto nella mattinata di ieri ad alcuni accertamenti tossicologici e sarebbe risultato positivo – a quanto si dice in paese – e posto in stato di arresto domiciliare.