La statale 115 è pericolosa: tanti i rischi da rimuovere

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La strada statale 115, l’unica che oggi mette in comunicazione sul litorale sud-occidentale siculo, le province di Agrigento, Trapani e Palermo, è pericolosissima, in parte anacronistica e soprattutto ha bisogno di seri ed organici interventi di manutenzione e ristrutturazione perché in queste ultime settimane e in questi giorni è stata teatro di pericoli, il crollo del ponte sul fiume Verdura, e di morte, il tragico incidente di giovedì pomeriggio, per il giovane studente universitario di Burgio precipitato con l’autovettura dal ponte Carabollace, tra Ribera e Sciacca.

E’ da anni che migliaia di automobilisti, e la stampa, segnalano l’estrema precarietà dei guard-rail di protezione dell’arteria stradale. Sullo stesso ponte in due anni hanno perso la vita, perché i veicoli sono volati da un’altezza di 30 metri, Alessio Spitaleri giovedì e Maria Presti il 27 aprile del 2011. In entrambi di casi le barriere di alluminio non sono stati sufficienti a trattenere i mezzi. I guard-rail sono vecchi, mai sostituiti, esili, ossia quelli installati nei primi anni del 1970 quando fu costruito lo scorrimento veloce. Potrebbe sfondarli perfino la ruota di una bicicletta che vi sbatte contro. A seguito della morte dell’insegnante riberese Presti era stato annunciato un intervento, ma ad oggi tutto è fermo come prima.

Tutta l’arteria 115, nel tratto che va da Agrigento a Siculiana, dove il tracciato è quello del secolo scorso, e da qui sino a Castelvetrano, passando per Ribera, Sciacca e Menfi, presenta tanti rischi che devono essere rimossi. Una bella patata bollente per l’ing. Salvatore Tonti che, responsabile regionale dell’Anas, è arrivato in Sicilia, da poco più di tre mesi e si trova ad affrontare situazioni di estrema emergenza.  A parte il crollo del ponte sul fiume Verdura, che per fortuna il 2 febbraio scorso non ha causato vittime, la strada statale oggi presenta un altro viadotto a rischio. E’ quello in prossimità del bivio di Eraclea Minoa la cui struttura ha delle lesioni che sembrano gravi e che sono state segnalate alle istituzioni da tempo dagli agricoltori che vi passano sotto. Nei pressi del bivio di Borgo Bonsignore di Ribera i muri di sostegno sono a rischio crollo. Per un tratto, l’Anas ha curato una caduta pilotata. E per il resto, bisogna attendere il crollo naturale ?

Buona parte dei guard-rail sono da sostituire al più presto, specie quelli sui ponti molto alti. Appena fuori dall’abitato di Sciacca, verso Menfi, un cantiere di lavoro per sistemare una corsia in salita è aperto da una diecina d’anni. Alcuni svincoli stradali la sera spesso sono al buio forse per cattiva manutenzione. Due gallerie, tra Sciacca e Ribera, hanno bisogno di manutenzione per la presenza di pericolosi rivoli d’acqua.

Gli alti viadotti tra Menfi, Montevago e Partanna, hanno i guard-rail che sembrano dei fuscelli. L’intervento appare necessario e urgente. Sul tratto tra Agrigento e Castelvetrano, bisogna migliorare la segnaletica orizzontale e verticale, in qualche parte, in prossimità delle diramazioni. Come urgenti sono da riparare i giunti dei ponti, sufficientemente sconessi, che possono diventare delle piccole trappole per gli automobilisti e per la sicurezza dei viaggiatori. Una strada di oltre 40 anni di vita, da rivedere e subito per evitare disgrazie.