Luciano Lo Brutto ha pubblicato il libro di poesie “Il sole, la poesia, la natura”

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Ha pubblicato il suo primo libro di poesie Luciano Lo Brutto, riberese, agricoltore, oggi in pensione. Si tratta di un volume che porta il titolo “Il Sole, la Poesia, la Natura”, stampato con i caratteri di Avalon Editore di Michele Lentini e Antonino Riggi e ricco di un centinaio di pagine nelle quali hanno trovato posto una ottantina di liriche, alcune in italiano e altre in dialetto.

Da anni Luciano Lo Brutto ha cercato di pubblicare una parte delle sue poesie. Oggi finalmente il suo sogno si è avverato, anche perché ha stampato l’opera in proprio. Ha intenzione di donare alcune copie, per la fruizione pubblica, alla biblioteca comunale e alle scuole di ogni ordine e grado della città.

Copertina del libro di Luciano Lo Brutto1

Queste in breve alcune considerazioni sul volume.

Luciano Lo Brutto non si definisce poeta perché afferma di non avere la cultura scolastica per poterlo essere. Le sue liriche partono dal cuore, dai suoi sentimenti, dalle sue impressioni, vissute e immaginate, in circa mezzo secolo di vita trascorsa tra Ribera, città natìa, e la Gran Bretagna dove ha vissuto per circa un ventennio, da emigrato, per lavoro. E’ il tema delle sue poesie viaggia tra la sua giovinezza a Ribera e la sua permanenza oltre Manica. Il lavoro in fabbrica, l’amore per la sua terra lontana e i tanti rimpianti riempiono le strofe delle sue liriche che vengono dettate esclusivamente dal cuore, senza alcuna pretesa letteraria.

Quando torna in Sicilia, invece, comincia a comporre le liriche in dialetto perché l’ambiente, la famiglia e gli amici gli fanno trovare l’ispirazione che riesce ad esprimere solo in siciliano. Viene fuori un profondo amore, in versi, per la sua gente e per  la sua terra. Compone pure alcune poesie che vengono musicate da alcuni amici che gli curano l’elaborazione delle note. Un paio di liriche sono state inserite in un’antologia poetica.

Luciano Lo Brutto nasce a Ribera, il 27 agosto del 1939. Fin da piccolo aiuta la famiglia nei lavori agresti che non gli consentono di potere frequentare quella scuola dell’obbligo che allora non c’era. Riesce a malapena a frequentare la terza elementare e a conseguire la licenza di scuola media, molto più tardi, in un corso serale per lavoratori.

A 13 anni scrive la sua prima poesia, un inno alla natura siciliana. A poco più di 22 anni deve lasciare l’Isola per l’Inghilterra alla ricerca di un’occupazione. Trova lavoro come operaio in una fabbrica automobilistica, la General Motors. Dopo due anni si sposa con una sua compaesana con cui continua a vivere in Gran Bretagna dove rimane dal 1962 al 1982, dove nascono i due figli, Martina e Vincenzo e dove scrive metà delle sue composizioni poetiche.

Torna a Ribera e diventa agricoltore, muratore, operaio semplice e perfino autista. La Sicilia lo ispira parecchio e alla sua terra dedica tante poesie. Oggi è in pensione, ma ama tanto la natura che trascorre metà delle sue giornate in campagna dove si diletta a  raccogliere le più saporite verdure.