Novecento

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baricco

Titolo: Novecento

Autore: Alessandro Baricco

Genere: monologo teatrale

Editore: Feltrinelli

Numero pagine: 62

Avevo 11 o 12 anni quando vidi per la prima volta il film “La leggenda del pianista sull’oceano”.  Avevo 11 o 12 anni, ma in una fredda sera d’inverno, lo ricordo ancora, riuscii ad arrivare fino alla fine di un film che dura quasi tre ore. Ne rimasi sbalordita. Non solo per il film in sé (che merita decisamente attenzione), quanto per la storia che raccontava. Solo anni più tardi, per caso, venni a sapere che il film era tratto da un libro di un autore per me ancora sconosciuto, Alessandro Baricco. Fu così che feci le mie ricerche e andai a comprare il libro. La prima impressione fu sicuramente di sorpresa: il film me lo ricordavo importante, imponente, lungo, spettacolare … il libro constava di appena una sessantina di pagine. Le mie perplessità erano sostanzialmente legate al dubbio che una storia di così grande spessore potesse essere raccontata in così poche parole. La risposta è ovviamente affermativa. La storia di Danny Boodman T.D. Lemon Novecento sta tutta in quelle sessantadue pagine.

Il racconto è ambientato su un piroscafo, il Virginian, che negli anni tra le due guerre faceva la spola tra Europa e America. Proprio questa nave gigantesca, sempre piena di gente, dai ricconi ai poveracci di terza classe, era la patria di Novecento, il pianista dal talento straordinario che ogni sera si esibiva con l’orchestra. La fama della sua tecnica straordinaria era conosciuta quanto la sua storia: Novecento era nato sulla nave, aveva imparato sulla nave a suonare il piano e dalla nave non era mai sceso. Il suo piede non aveva mai toccato terra. A raccontare la storia, in forma di monologo, un trombettista che per diversi anni fece parte dell’orchestra. Adesso il Virginian sta per essere demolito, che ne sarà di Novecento?

Il linguaggio è volutamente colorito, forbito, scanzonato, tipico di un musicista da bassi fondi. La trama è assolutamente geniale. La storia è commovente. Un libro che scivola via in un soffio e resta nel cuore per sempre, come le mani di un musicista sui tasti del suo pianoforte.

Il mondo, magari, non l’aveva visto mai. Ma erano ventisette anni che il mondo passava su quella nave: ed erano ventisette anni che lui, su quella nave, lo spiava. E gli rubava l’anima. In questo era un genio, niente da dire. Sapeva ascoltare. E sapeva leggere. Non i libri, quelli son buoni tutti, sapeva leggere la gente. I segni che la gente si porta addosso: posti, rumori, odori, la loro terra, la loro storia … Tutta scritta, addosso. Lui leggeva, e con cura infinita, catalogava, sistemava, ordinava …”

Consigliato …

A chi ama la musica e non ha paura del mare.