Ancora ignara la sorte del patrimonio immobiliare di Giuseppe Capizzi, 47 anni, riberese, detenuto dal 2006 per mafia, a seguito del processo “Welcome Back”.
Nel primo grado di giudizio, il Tribunale di Agrigento aveva decretato la confisca dei beni per un valore di un milione e 200 mila euro. Il provvedimento era stato emesso sulla base di indagini bancarie e patrimoniali, fatte dalla Dia e dalle quali emergeva come il patrimonio fosse frutto di attività illecite e come fosse in esse stesse reimpiegato.
Si tratta di beni del territorio di Ribera tra cui un’impresa agricola, appezzamenti di terreno coltivati a vigna e agrumeti, un fabbricato e una boutique di abiti da cerimonia.
Adesso la palla passa alla Corte d’Appello. Infatti, ha preso il via il secondo grado di giudizio, che potrà confermarne o meno il sequestro.





