Un po’ di tempo fa vi avevamo parlato di “fumo a vapore”, avevamo cioè posto l’accento sul dilagante fenomeno delle sigarette elettroniche (leggi l’articolo).
Sempre più spesso infatti capita di imbattersi in un signor X che si porta alla bocca un oggetto di tal tipo, per poi espirare un denso fumo bianco che neanche il grande Capo Indiano della tribù dell’Isola che non c’è saprebbe fare meglio. I designer si sono sbizzarriti: ci sono quelle nere, che ricordano delle eleganti penne da scrivania, quelle che fregano il fumatore anche nell’aspetto, simili alle classiche bionde, solo un po’ più grandi. Per i più estrosi ne esistono anche di colorate. E poi le lucine, a piacimento del consumatore, rosse, verdi o blu.
E se la comunità scientifica nutre dei dubbi sui reali vantaggi del “fumo a vapore”, ancora maggiori sono le perplessità che vengono dal dipartimento delle Finanze, il quale registra una contrazione dei consumi per quanto riguarda le sigarette classiche. Lo Stato ha infatti tra le voci dell’incasso fiscale proprio quella delle imposte sui tabacchi.
E voi, Riberesi, popolo di fumatori, come rispondete alle nuove tendenze del mercato? Da tradizionalisti non riuscite a rinunciare alla catartica esperienza della bionda classica oppure siete disposti a piegarvi al nuovo fenomeno nella speranza che ciò porti, un giorno, alla totale guarigione dal vizio del fumo?
Diteci la vostra! Rispondete al sondaggio sulla nostra pagina facebook (https://www.facebook.com/ripost.it?fref=ts ) e\o raccontate la vostra esperienza inviando un commento al nostro indirizzo di posta (redazione@ripost.it).




