Il consorzio di tutela Arance di Ribera Dop traccia il bilancio della campagna di commercializzazione del pregiato prodotto agrumario, dopo una stagione di intensa attività promozionale in Italia e all’estero. I risultati finali, a stagione ormai chiusa, sono senz’altro molto positivi perché “le arance riberesi – sostiene il presidente della struttura consortile Giuseppe Pasciuta – di ottima qualità e di pezzatura medio-grossa, hanno permesso di conquistare con le incisive azioni promozionali nuovi mercati italiani ed europei, a tutela delle produzioni certificate”.
In questa stagione agrumaria la commercializzazione della varietà precoce Navelina, seguita poi dalla brasiliana e dalla Washington Navel, è stata caratterizzata da scambi commerciali favorevoli che hanno consentito prezzi medio-superiori rispetto all’anno scorso. Tutta la produzione, ottima sotto il profilo qualitativo, affluita sui mercati, è stata oggetto di una buona attività di scambio. Anche nello scorso mese di gennaio, in genere il più critico per un calo negli scambi, non è stata registrata una diminuzione dei volumi e delle quantità commercializzati.
L’espansione commerciale per far conoscere le arance sui mercati nazionali e internazionali è in continua evoluzione. L’Arancia di Ribera Dop è una piccola e importante realtà nel panorama agrumicolo nazionale e internazionale dove è presente sui mercati ortofrutticoli, ma soprattutto nella grande distribuzione organizzata. La Germania è il fiore all’occhiello come primo paese per volumi di arance esportate in quanto l’agrume riberese ha già conquistato una propria identità grazie al minuzioso lavoro dei produttori e degli operatori commerciali che sono riusciti a fare apprezzare soprattutto l’arancia biologica di Ribera.
“Con il riconoscimento del marchio Dop, a partire dal 2008 – ci dice Giuseppe Pasciuta, presidente del consorzio di tutela – l’arancia ha offerto al consumatore italiano ed europeo una ulteriore garanzia di qualità e di identità. Ottimo contenuto in succo, equilibrio tra acidi e zuccheri, gradevolezza e dolcezza del gusto, qualità organolettiche e caratteristiche uniche e tipiche della nostra arancia ci consentono di far crescere il successo e la promozione dei nostri agrumi. In particolare, la Denominazione di Origine Protetta ha consentito al consorzio di potere accedere ai benefici delle politiche promozionali sui marchi di qualità della Regione Siciliana e del ministero delle Politiche Agricole e Alimentari ex Agensud con una maggiore visibilità attraverso iniziative di comunicazione e di promozione dell’Arancia di Ribera le quali hanno suscitato l’interesse sia da parte degli operatori commerciali che dei consumatori”.
Per l’occasione il consorzio di tutela ha saputo coniugare, in diverse occasioni fieristiche e durante alcuni incontri con le istituzioni scolastiche e con la ristorazione, alcuni slogan particolari come “Arancia di Ribera Dop: Buona da bere, Buona da mangiare” e come, in occasione di manifestazioni sportive nel binomio salute e sport, “Un sorso di salute con l‘Arancia di Ribera Dop”.
L’unico aspetto in minima parte negativo dell’intera stagione è stata la chiusura anticipata della commercializzazione in seguito al perdurare delle piogge e di grandinate per tutto il mese di marzo che hanno provocato cascole anticipate del prodotto e danni al pregiato frutto.
Il presidente Pasciuta ha ricordato, a fine campagna agrumaria, che, tra i risultati conseguiti nella campagna di commercializzazione, il consorzio ha migliorato di parecchio l’organizzazione commerciale degli operatori associati, attraverso un processo di adeguamento dei sistemi informativi per la gestione della tracciabilità di tutti i processi di produzioni e di distribuzione. Con il rafforzamento della rete di distribuzione – affermano al consorzio – l’Arancia di Ribera potrà affrontare meglio le sfide dei mercati e garantire un reddito adeguato ai produttori distribuiti su un comprensorio agrumicolo che vede coinvolti ben 14 comuni agrigentini e in parte anche palermitani.





