L’ex presidente della regione Sicilia Totò Cuffaro, avente attuale domicilio presso il carcere di Rebibbia, si era improvvisato anche scrittore, oltre che medico e politico. Ma il suo libro autobiografico e incentrato sulla propria esperienza dietro le sbarre, non ha convinto il comitato direttivo. Già, in realtà, la candidatura a tale prestigioso riconoscimento aveva scatenato tante polemiche. “Il candore delle cornacchie” resta fuori dai semifinalisti del Premio Strega. Si ferma, quindi, la corsa dell’ex governatore. Ecco, invece, i dodici testi aspiranti vincitori:
Apnea (Fandango) di Lorenzo Amurri, presentato da Clara Sereni e Sandro Veronesi;El especialista de Barcelona (Dalai editore) di Aldo Busi, presentato da Alessandro Barbero e Stefano Bartezzaghi; Romanzo irresistibile della mia vita vera (Marsilio) di Gaetano Cappelli, presentato da Gian Arturo Ferrari e Marina Valensise; Cate, io (Fazi) di Matteo Cellini, presentato da Filippo La Porta e Paola Mastrocola; Sofia si veste sempre di nero (Minimum fax) di Paolo Cognetti, presentato da Diego De Silva e Lorenzo Pavolini; Mandami tanta vita (Feltrinelli) di Paolo Di Paolo, presentato da Gad Lerner e Rosetta Loy; Il cielo è dei potenti (e/o) di Alessandra Fiori, presentato da Giovanna Botteri e Paolo Sorrentino; Atti mancati (Voland) di Matteo Marchesini, presentato da Massimo Onofri e Silvia Ronchey; Le colpe dei padri (Piemme) di Alessandro Perissinotto, presentato da Gianluigi Beccaria e Eva Cantarella; Figli dello stesso padre (Longanesi) di Romana Petri, presentato da Alberto Asor Rosa e Salvatore S. Nigro; Resistere non serve a niente (Rizzoli) di Walter Siti, presentato da Alessandro Piperno e Domenico Starnone e Nessuno sa di noi (Giunti) di Simona Sparaco, presentato da Valeria Parrella e Aurelio Picca.





