A distanza di qualche ora dal tavolo tecnico di ieri, che si è svolto a Palermo, dal quale, come dicevamo questa mattina, nulla è trapelato, iniziano a registrarsi alcune novità sul fronte della case popolari riberesi di Largo Martiri di via Fani.
Novità che vanno nella stessa direzione tracciata questa mattina dal nostro direttore Enzo Minio: tutto sembra ruotare attorno al nodo “proprietari”, cioè le case non si possono demolire e ricostruire se prima non c’è il consenso sia degli affittuari che dei proprietari.
Questa ipotesi iniziata a prendere piede in queste ultime ore, sembra essere diventata, appunto, il nodo cruciale attorno al quale ruota tutta la questione.
Il nostro direttore questa mattina scriveva: “Due i nodi che la Regione Siciliana deve sciogliere. Il primo riguarda un decreto o una legge da emanare circa i diritti dei proprietari e degli inquilini in quanto gli alloggi sono alcuni di proprietà privata, perché acquistati, e altri di competenza dell’Iacp di Agrigento a cui gli utenti da circa 30 anni pagano il canone di affitto. Le case non si possono demolire e ricostruire se non c’è il consenso sia degli affittuari che dei proprietari. Il secondo riguarda l’erogazione di un contributo economico regionale di 250 euro a nucleo familiare per pagare il canone delle case prese in affitto. Oggi la somma è erogata dal comune riberese”.
Segue questa direzione anche il collega di Tele Radio Sciacca, Franco Iacch, il quale, in un servizio andato in onda durante il tg delle 14:00, ha affermato che “gli interventi non possono prendere il via in quanto c’è un cavillo prettamente giuridico. Infatti, ogni palazzina è abitata da affittuari, cui la legge riconosce il diritto di ritornare dentro le proprie abitazioni una volta ricostruite, e proprietari. Questi ultimi, non hanno nessun diritto … Chi ha acquistato casa, una volta demolita non avrebbe nessuna prelazione sul ritornarci. Motivo per cui nessuno dei proprietari degli alloggi ha dato il proprio consenso per demolire gli appartamenti e la Regione non può iniziare gli interventi”.
Insomma, in merito a quanto esposto, non ci sono ancora notizie ufficiali, né comunicati diffusi dalla Regione, né diffusi dal Comune di Ribera, ma sembrerebbe che la drammatica situazione di Largo Martiri di via Fani sia giunta a questo bivio.





