Passando per via Circolazione, butto un’occhiata alle palazzine di Largo Fani. Tra le strutture fatiscenti e gli accessi murati noto tre ragazzi con camicie e maglioni alzati fino ai gomiti. Ognuno di loro ha qualcosa in mano. Chi una pala, chi una vecchia scopa. Sembrano indaffarati. Penso, a torto, che siano della Sogeir, la società che svolge i servizi di nettezza urbana. Ma no, si vede che dormo ancora: non hanno nemmeno gli abiti della Sogeir. E allora chi sono? Che fanno? Facendomi strada, mi avvicino incuriosita.
Con la Sogeir non hanno nulla a che vedere. Sono tre persone che a titolo esclusivamente personale proteggono dall’incuria quello che è stato il proprio quartiere per anni e anni. Mi raccontano con rammarico che da quando hanno sgomberato le palazzine, lo spiazzale e il marciapiede sono colmi di immondizia e sporcizia. Più di prima.
Probabilmente adesso la gente di Ribera si trova in stato confusionale. Crede, a torto, che vi sia una nuova discarica a cielo aperto, nel bel mezzo del paese. Riempie di tristezza il pensiero che qualche riberese sia così povero di amor proprio da non rispettare nemmeno il luogo in cui vive e in cui probabilmente vivranno i propri figli. A maggior ragione se, perso il proprio spirito civico, si colpisce una zona già da troppo tempo martoriata.




