Il questore Bisogno: nell’agrigentino la mafia continua a dettare legge

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L’ondata rivoluzionaria che qualche anno fa ha investito i commercianti e gli imprenditori del palermitano, di Gela, di Catania, del messinese non è giunta fino all’agrigentino. Nella nostra provincia risuona solo l’eco delle altrui vittorie. Sono ancora in pochi coloro che decidono di denunciare la richiesta di pizzo o di qualunque genere di condizionamento mafioso, circondati da un’opinione pubblica silente.

E così siamo sempre notizia, una vecchia notizia. Durante la conferenza stampa per il bilancio delle attività dei primi tre mesi del 2013  il questore di Agrigento Giuseppe Bisogno ha ricordato che qui la mafia continua a dettare legge: “Nell’agrigentino diversi imprenditori e commercianti continuano a pagare il pizzo e solo in poche occasioni si ribellano e vanno a denunciare i loro estorsori”.

Il questore nel corso della conferenza stampa ha espresso la sua preoccupazione per l’aumento di furti in abitazioni, rapine e atti intimidatori. Poi ha fornito qualche dato. Nel primo trimestre di quest’anno vi è stato l’allontanamento di 36 soggetti pregiudicati, soprattutto di nazionalità rumena, a cui sono stati notificati i fogli di via obbligatori. Complessivamente 56 le persone arrestate per vari reati tra la Questura di Agrigento e i cinque Commissariati dislocati in provincia.